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Storia:Il
luogo è abitato fin dalla preistoria. Nel II secolo a.C. i Romani
costruirono un accampamento su una piccola penisola dalle dimensioni di
circa 400 per 200 metri, che corrisponde all'odierno centro cittadino.
Durante il regno dell'imperatore Ottaviano, nel 12 a.C., divenne un
municipio ed entrò a far parte della X Regio Venetia et Histria; in seguito,
all'inizio del I secolo d.C., fu elevato a colonia di cittadinanza romana
col nome di Colonia Iulia Parentium. Nel III secolo, nel luogo era presente
una comunità di cristiani on un iniziale complesso edilizio destinato a
scopi religiosi. Fu eretta a diocesi ed una basilica fu costruita nel V
secolo da parte del santo vescovo Mauro, divenuto poi patrono della città.
Dopo la caduta dell'impero romano nel 476, seguì una serie di diverse
forme di governo e di sovrani: inizialmente fu parte del territorio
controllato dagli Ostrogoti e dopo il 539 divenne parte dell'Impero
bizantino. In questo periodo il vescovo
Eufrasio terminò la costruzione
della grande
Basilica che da lui prese il nome. A cavallo tra il VI secolo
ed il VII secolo si verificarono anche nel Parentino le prime devastanti
incursioni di tribù slave, che invasero e razziarono il territorio e cinsero
d'assedio la città senza però riuscire a sopraffarla. Successivamente si
ritirarono nell'entroterra montagnoso. A questi lutti e saccheggi si
aggiunsero ripetute epidemie di peste che congiuntamente portarono ad un
netto spopolamento del territorio, cosicché alcuni anni dopo s'iniziò a
favorire l'insediamento, questa volta pacifico, di singoli gruppi slavi nel
contado. Secondo alcune fonti, un primo insediamento di Croati risale
circa al 620. Dal 788 fu governata dai Franchi. Nel XII secolo ci fu un
breve periodo di indipendenza, interrotto poi dal governo del patriarca di
Aquileia. Nel 1267 divenne parte del territorio controllato dalla
Repubblica di Venezia, situazione che si protrasse per oltre cinque secoli.
Nel 1797 fu per breve tempo tenuta dall'Impero d'Austria, passò quindi
all'Impero Francese di Napoleone per tornare infine, dopo la sconfitta di
quest'ultimo, austriaca. Nel 1861 divenne il capoluogo della regione
istriana, ospitando la sede del parlamento regionale (Dieta Istriana), di
scuole, di uffici giudiziari e amministrativi.
Dopo la I° Guerra Mondiale fu
annessa con tutta l'Istria all'Italia fino al trattato di Pace di Parigi del
1947 che la assegnò alla Jugoslavia. Tale fatto causò l'esodo massiccio
della sua popolazione lasciando la città completamente deserta. Nel 1991
passò alla
Croazia. |